ero in arezzo, e la carta dei vini stimolante: l’oste su alcuni d’essi offriva allettanti sconti (target sbagliato?);

e quindi comprai, per casa, quello che più mi sfrucugliava: rosso da rossi (sangiovese, cabernet sauvignon, merlot) ma non superdiquasuperdilà.
cign’oro è il nome suo, da villa cilnia, 2001 l’anno; non si concede subito: morbido, avvolgente, intrigante.
