un’esperienza senza tempo: baɲa’kɑʊda a nizza monferrato

un’esperienza senza tempo: baɲa’kɑʊda a nizza monferrato

prime brume autunnali: la bagna borbotta nei fojòt, il vino è barbera novello.
cardi gobbi, topinambur, barbabietole cotte, peperoni crudi e cotti, cipollotti, sedano, carota, ravanelli, belga, foglie di cavolo.

l’intenso afrore pervade tutto e tutti: sembra una fumeria d’oppio.
la bagna cala, rabbocco.
e le patate lesse, a tocchetti; e la carne cruda, a strisce; e l’ovetto fresco, strapazzato, che beve gli ultimi rimasugli.
sù, dai, resta seduto, arriva il consommé, per ripulire…
ma il brodo di carne non è solo: vi galleggiano gli agnolotti del plin.
giunge il bollito (hanno voluto strafare, non c’è dubbio).
addio amici monferrini: casa è lontana, vorrei giungervi sano, ancorché marchiato, per due o tre dì, dall’essudato agliaceo, a prova di qualsiasi famelico e dentuto non-morto.

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