fra pochi amici, ambiente intimo e cucina di casa e canti e balli e risate e rimembri.
per le chiacchiere e gli appetizer ho fatto una scommessina: un cartizze di val d’oca scudo di rame, che non è il top della gamma ma, esitato a poco meno di 11 euri alla coop, decisamente mantiene più di quanto promette e comunque i benemeriti cooperanti di valdobbiadene fanno, se non il migliore, uno dei pochi cartizze veramente all’altezza: promosso!

l’amica franciosa ha portato il foie gras e, conseguente, il nobil marciume s’avanza: il gusto intrigante del lavorìo della botrytis cinerea, il sauternes 1997 chateau du mont, all’esordio è un po’ invadente se bevuto con qualche riserva o dubbio tutto italiano; làsciati invece andare e assùmilo in uno al fegato grasso per un’esperienza di vaglia.

col piatto forte sale agli onori della mensa l’amata terra salentina, con il selvarossa 2001 delle cantine due palme; negroamaro 80 malvasia nera 20, tannini non prepotenti e su tutto la morbidezza del frutto che t’avvolge, calda e consolante.

mangiando e parlando, bevendo e ridendo s’avvicina mezzanotte: per lo scontato rito pagano del cambio del calendario diventa difficile rinunciare al botto (semel in anno…) del ferrari perlé 1999.

e che gl’invadenti che affettano insopportabili entusiasmi dalla scatola videoparlante ci siano, pel 2007, un po’ risparmiati: bon anno!, come augurano gli amici montanari ahimé a secco di neve.