no, non si tratta del famoso, primo (e travagliato) gruppo italiano di progressive rock degli early seventies – di cui ancora ritengo preziosamente l’album “collage” – ma di una curiosa sorpresa dovuta alla nevicata mattutina.
sorpreso così come l’altra sera quando giunse in tavola la ribolla gialla extra brut di puiatti equivocando – diciamolo subito – fra questo originale metodo classico dal perlage sfacciatello e la più consueta versione ferma: pas de mal, come confermarono i commensali.
mentre avevamo già sommamente gradito la freschezza floreale del sauvignon prædium prail 2008 di colterenzio, dai benedetti calcari appianei.


