Category Archives: cibo

confesso che ho peccato

confesso che ho peccato

ogni tanto vado a ficcanasare da picard… lo so padre, che avrei fatto meglio a restare a casa a leggere i pensieri di san pellegrino artusi, ma lo sa anche lei, la carne è debole, soprattutto fuori frigo.

e, dicevo, l’ho visto, rotondo y sensual: bagel au saumon fumé avec fromage frais et ciboulette, che vuol dire erba cipollina.

cos’è un bagel? padre, è una roba giudìa… no, cosa c’entrano i carciofi? è una ciambellina coi semi di papavero… faccia finta un panino rotondo con un buco in mezzo.

insomma, un panino imbottito con salmone affumicato, formaggio morbido ed erba cipollina, più un sacco di roba scritta talmente in piccolo che anche con gli occhiali +2,50 non riuscivo a leggerla; ma mi ha stuzzicato, reverendo padre, perché era surgelato.

era lì nel banco frigo che mi faceva gli occhi saporiti dicendo coompramiiii, io sono in veeeenditaa e non mi creedereee irraggiungiibileee…

no no, d’accordo, questa è una chiesa padre, è vero che anche se siamo nel xxi secolo viola valentino non è ancora nell’elenco dei canti ammessi, mi scusi, mi ero lasciato prendere… insomma, una vera e propria tentazione, per quanto a € 3,60.

si, lo so che alle tentazioni si dovrebbe resistere ma padre, l’uomo non è di legno, non è così? e allora come in un raptus l’ho comprato e son corso a casa, ho fatto le mie scale tre alla volta/mi son steso sul divano/mentre il micro in due minuti/riscaldava la mia mano (è una licenza poetica padre…).

* * *

meno peggio di quel che immagini, ma caro assai: la schiava 2009 di mezzacorona aggiungeva la necessaria freschezza fruttalcolica.

disclaimer: i riferimenti al 6° comandamento sono eccessivi, ma son situazioni che prendono la mano (aridaje!)

postumi della secchia rapita

postumi della secchia rapita

le tigelle sono modenesi; essi le chiamano però crescentine, che per i bolognesi son ciò che i modenesi appellano gnocco fritto: evidentemente la battaglia di zappolino del 1325 ha lasciato tracce profonde.

le tigelle si mangiano spalmate col pesto (conza ecc.), trito originariamente di lardo, rosmarino e aglio (da millant’anni abbiamo però sostituito il lardo con la pancetta arrotolata) generosamente asperso di parmigiano-reggiano.

il tutto andrebbe adeguatamente sgrassato da un lambrusco fresco: nella fattispecie trattasi dell’appena abboccato – nel solco della tradizione più conservatrice –  &icastico robanera di cavicchioli.