feb 22 2010

semplicità e pulizia

come quelle che magistralmente s’impongono da/in questa foto: saranno la costruzione di forme e colori, i rapporti geometrici, le diverse texture?
quel che ne sorte fuori è un tripudio di consonanze semplici, giammai banali.

immagine di gianni_d. pubblicata su flickr con licenza creative commons

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dic 28 2009

le cose più semplici

sono le migliori?

roma, flaminia vecchia, trattoria la norma: gli altri commensali si strafogano di pesce; io scelgo alive cunzate (con sedano e arance), pasta a la norma, sarde a beccafico, cassata; uno splendore minimale, insomma.

ho avuto l’incombenza di scegliere il vino e, considerando i prezzi esposti, ho scelto un leone 2008 di tasca d’almerita (cataratto con poco chardonnay) assolutamente fichissimo, esitato a 20 € sulla carta e assai gradito dai presenti.


dic 22 2009

l’altra sera

sono stato ad un ristorante di cucina biologica (naturasì), qualsiasi cosa voglia significare l’aggettivo. a proposito, qual è il contrario di biologico?

ho mangiato un risotto rosso con spezie e barbabietole (9 €), interessante e di ottima consistenza, ciò che col riso non sempre avviene, anche in ristoranti di buon livello.
main dish: pollo in crosta di noci dell’amazzonia (13 €) sapido, gradevole e leggero.
i dolci non mi sfrucugliavano e mi sono limitato al caffè, scarso come nella grande maggioranza dei ristoranti, anche di buon livello.

ho bevuto* un discreto chardonnay 2008 della cantina pizzolato di villorba, nel conto a 20 € a fronte dei 12 del negozio.

ho molto gradito, particolarmente la leggerezza: certamente riproverò.

* io  ho bevuto meno di mezza bottiglia – alcol 12% – l’altro commensale si è limitato all’acqua. ho fatto ritappare la bottiglia e l’ho portata a casa, ovviamente.


dic 3 2009

non c’è due… (frecciarossa #3)

dice: va bene, devi andare a roma, ma cos’è questa malattia della carrozza ristorante? ho perso una scommessa: non credevo si potesse fare peggio di chef express, invece…

la solita megalomania del menu fintamente ricco (o non c’è tutto o, quando c’è, non è all’altezza)

mise en place: riappare il bicchiere di vetro – bravo, 7+ e sparisce la ceramica a favore del cartone e la stoffa  a favore della carta – malino, 5-
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dic 3 2009

un’esperienza senza tempo: baɲa’kɑʊda a nizza monferrato

prime brume autunnali: la bagna borbotta nei fojòt, il vino è barbera novello.
cardi gobbi, topinambur, barbabietole cotte, peperoni crudi e cotti, cipollotti, sedano, carota, ravanelli, belga, foglie di cavolo.

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    questa cosa (che ho un certo ritegno a definire "opera") è pubblicata sotto una licenza creative commons.

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