chi si loda s’imbroda?
se lo chiami alto vanto difficilmente puoi essere tacciato di modestia; però aldrovandi con questo merlot 2005 indubbiamente merita: equilibrato ancorché complesso, il legno è ottimamente dosato. ottimo rapporto q/p.

se lo chiami alto vanto difficilmente puoi essere tacciato di modestia; però aldrovandi con questo merlot 2005 indubbiamente merita: equilibrato ancorché complesso, il legno è ottimamente dosato. ottimo rapporto q/p.

sempre per la campagna “entro i dieci euri”; la tunella, un sauvignon friulano morbido, elegante, erbaceo. da bere.

così conchiudeva rodolfo de angelis: chi ce l’ha li metta fuori, circolare miei signori e chissà… che la crisi finirà.
economai non siamo; ci par giusto però continuare coi vini a meno di 10 euri: sicilia ancora, cusumano il prode facitore, syrah 2006 di 13,5; polputo, pizzighettante, morbido in chiusura. respect!

cabernet sauvignon 70% cabernet franc 30% in riva al lago arancio: burdese = bordolese; epperò non puoi confondere l’assolata polputaggine del burdese 2004 di san planeta (sempre sia lodato) con qualsiasi bordeaux al mondo.

perché a fare gli sboroni - come una volta (once upon a time…) si diceva solo dalle nostre parti – son buoni tutti: ma le buone bottiglie e a buon prezzo sovente sono un’illusione.
interpretando: con bottiglie pluripremiate da 40 svanziche non dovrebbe essere difficile far bella figura; ma con bottiglie sotto i dieci eurini ci vuole un po’ d’impegno e curiosità.
gamma bassa della mai abbastanza lodata casa masciarelli-cvetic’, ma gamma alta in confronto a tanti vini anonimi che affollano scaffali per ogni dove.
villa gemma bianco 2007, colline teatine igt, 12,5%: 80% trebbiano (d’abruzzo, ça va sans dire) fruttato, deciso nondimeno elegante.
