errare humanum est, sed perseverare… frecciarossa #2
turno unico da firenze a roma: tovaglia bella, piatti di cartoncello, doppia confezione posate di plastica, tovaglioli sia belli che di carta, bicchiere di plastica: mise en place scarsa.
turno unico da firenze a roma: tovaglia bella, piatti di cartoncello, doppia confezione posate di plastica, tovaglioli sia belli che di carta, bicchiere di plastica: mise en place scarsa.
ma quando, varcata la soglia del santuario delle grazie, abbracciando con lo sguardo la navata, vedi, appeso , un coccodrillo…
le aspettative per il trapasso di gestione della ristorazione ferroveloce non erano poche; per questo, dovendo andare a roma, decido di partire più tardi e pranzare a bordo.
quando i treni avevano un nome più o meno evocativo (settebello, treno del sole, riviera express) quest’anonimo frecciarossa si sarebbe potuto chiamare grand tour: venezia, bologna, firenze, roma, napoli.
da old marpion prenoto il secondo turno (da firenze) per fare con comodo.
che bella la tovaglia in tessuto! e anche il tovagliolo, logato. il bicchierone di plastica, vabbè, me lo farò cambiare.

l’altro giorno mi è ricapitato sotto mano il gustosissimo libricino di mark crick, “la zuppa di kafka” edito dalla benemerita ponte alle grazie, e non ho saputo resistere alla tentazione (no, non di cucinare, ma di rileggere).
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pervasi da sottile magia senza tempo è bello stare.
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