le sere d’inverno.
…e un desio mesto pe ‘l rigido aëre sveglia
di rossi maggi, di calde aulenti sere…
le tigelle sono modenesi; essi le chiamano però crescentine, che per i bolognesi son ciò che i modenesi appellano gnocco fritto: evidentemente la battaglia di zappolino del 1325 ha lasciato tracce profonde.
le tigelle si mangiano spalmate col pesto (conza ecc.), trito originariamente di lardo, rosmarino e aglio (da millant’anni abbiamo però sostituito il lardo con la pancetta arrotolata) generosamente asperso di parmigiano-reggiano.
il tutto andrebbe adeguatamente sgrassato da un lambrusco fresco: nella fattispecie trattasi dell’appena abboccato – nel solco della tradizione più conservatrice – &icastico robanera di cavicchioli.
oggi è il solstizio d’estate, cioè il giorno più lungo.
si, ma…
a bologna - dove sono io – sarà domani, dalle 5,27 alle 21,05, per complessive 15h38′.
naturalmente la durata del giorno dipende dalla latitudine: a lampedusa - con tutti i problemi che hanno – il giorno più lungo durerà solo 14h36′; a bolzano, invece, ben 15h57′.
in realtà leghiamo le nostre sensazioni prevalentemente all’orario del tramonto: in questo caso i giorni più “lunghi” si protrarranno fino ai primi di luglio, per poi lentamente decrescere e perdere un’ora nel giro di un paio di mesi.
rimiro il vespero cittadino delibando (oh la la) l’excellence de gris 2009 dal camarghesco domaine de montcalm, fra l’eco d’altri tramonti.