zang-tumb-tumb
terrifico assoluto solenne
immagine di meku49 pubblicata su flickr con licenza creative commons
eroico pesante implacabile fecondante

allegro aereo scettico folleggiante aereo corrosivo voluttuoso
terrifico assoluto solenne
immagine di meku49 pubblicata su flickr con licenza creative commons
eroico pesante implacabile fecondante

allegro aereo scettico folleggiante aereo corrosivo voluttuoso
e questa, più che saggezza antica, è vera verità:
immagine di spettacolopuro pubblicata su flickr con licenza creative commons
ma lo stesso può dirsi di vinum animi curas solvit?
certamente sì

e visto che l’estate incombe, la vulcanica cura: greco di tufo 2009 dei feudi di san gregorio
mi ci son sperso, giuro!
l’immagine era nitida, setosa:
immagine di mypixbox pubblicata su flickr con licenza creative commons
ho chiuso gli occhi e mi è venuto in mente quasi subito:
le città erano granai di silenzio, dove il tempo si conservava immutabile, laghi e fontane di placidità e di ricordi.
marte era morto.
cosa c’entrerà con l’asolano rosso dell’abazia 2001?

niente, appunto: sperso mi ero.
a volerci credere, nasceva come pranzo di lavoro.
a rubiera, non nelle sale ma sul terrazzo dell’antico forte aggredito da un sole quasi primestivale, il genius loci dell’osteria del viandante si palesa senza necessità di invocazioni.
due polpettine per cominciare: si dìsfano in bocca butirrosamente.

dalla carta c’aveva subito attratto la passatina di patate e porri, inseminata di pancettina croccante.

come transitare verso il piatto forte: senza passare dal via, ma con prosciutto e tosone fritto e giardiniera soave; ti prego, amico mio, di comparare le pantoniche nuances del prosciutto e del rosé.



ed ecco, in pluriammonita piccola porzione (questa è la dose per due) la ciccia: mirabolante taglio di spalla di fassona.

e la pietra ardente, nevicata di salina, per la cottura a piacere

questa è la rara cottura

(la misticanza revisionale non fu ripresa, ma c’era, e buona.)
a tutto pasto l’alsaziano rosé brut da pinot noir 100% di emile kugler, come la benemerita.

fragole e uva e cincinino di crema conchiusero l’incontro.

col lieve moscato d’asti la caliera di borgo maragliano.

parole non ci appulcro, amico mio: e per questo quasi non spiccicai verbo, incantato dalle coccole di dolores, roberto e mauro.
che detto in italiano farebbe probabilmente un po’ schifo, ma questo è:
