a pranzo nella muralesca dozza imolese in locale per me nuovo, con pretese – in larga parte però mantenute – affronto la carta optando per risotto con porri e pere (frammisto con venere, inopinatamente e giustamente proposto nella tazza da consommé).
vien porto il libro dei vini: scelte corrette del territorio con ricarichi onestissimi, mi lascio tentare dalla tenzone per troppo tempo rinviata.
quando sento la parola albana tiro fuori la pistola, avrei detto – sciocco! – anni fa, e inconscio omettevo la prova del nove, ora non più postergabile.