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la festa appena cominciata è già finita

la festa appena cominciata è già finita

e per fortuna, altrimenti come si sarebbe potuto sopravvivere alle strabordanti libagioni?

l’esordio, però, è stato sfolgorante: il 15, requisita la sala dell’amico franco rossi, menù di pura tradizione con amici di vecchia data:

tortellini in brodo di cappone

di seguito i bolliti, con purè, salsa verde, giardiniera e mostarda cremonese

odori, sapori e vapori dell’infanzia, con una sugosa bonarda frizzante a tener botta al conseguente affettuoso sciocchezzaio amicale.

p.s. quando parlo del purè talvolta ho il dubbio, in zone d’altre tradizioni, di non essere compreso fino in fondo: il purè a bologna  è ricco di burro e parmigiano, e denso da sopportare la prova del cucchiaio.

chissà come sarebbe

chissà come sarebbe

un natale in treno?

dopo avere consultato il prezioso sito delle ferrovie tedesche immagino di partire dalla stazione più vicina a casa, raggiungibile in qualche minuto a piedi,

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col regionale 11620 proveniente da porretta terme che, dopo avere percorso la valle del reno, passerà di qua alle 22:17 del 24 dicembre.

chissà chi troverò a bordo del treno la sera della vigilia di natale, quando la più parte della ‘ggente sarà a cena o si starà già recando in chiesa per essere certa di trovare un posto a sedere?

magari nessuno, forse saremo solo io e il macchinista; certo non avrò tanto tempo per speculare sull’identità dei compagni di viaggio, perché in un quarto d’ora sbarcherò a bologna centrale.

con la grande sacca da viaggio preparata con cura mi trascinerò fino al binario aspettando l’euronight 234, dal curioso nome di allegro;

siccome il sonno è cosa troppo intima per dividerlo con altri, avrò preso la cabina singola, alla quale il gallonato conduttore ciwl mi accompagnerà con le raccomandazioni di rito sul chiudere il chiavistello.

nella mezz’ora fra arrivo e ripartenza forse riusciremo, noi passeggeri del vagone letto, a conoscerci un po’, e ci confideremo perché siamo in viaggio la notte di natale.

eluderò garbatamente le domande e spiegherò solo che vado lontano, molto lontano.

se saranno simpatici dividerò la bottiglia di vino che avrò portato meco, l’irriflessivo blanc de blanc extra brut di puiatti

che altrimenti berrò nella solitudine quasitombale del compartimento singolo, mentre il treno taglia la pianura verso il po; la mezzanotte scoccherà fra ferrara e padova.

il sonno forse non verrà facilmente, e allora guarderò dal finestrino sfilare i paesini, nel buio romanticamente – e inutilmente – cercando di discernere il profilo di una chiesa.

photolupi(immagine di photolupi pubblicata su flickr con licenza creative commons)

forse continua…