dalla mai abbastanza lodata cantina di termeno quest’ingegnoso uvaggio: chardonnay che giustamente la fa da padrone e poi sauvignon, pinot bianco e gewürztraminer.
elegante, sapido e morbido: questo è stoan 2005, e più non dimandar.
il rigore cui talvolta giunge questo vitigno mi stupisce: sono aromi profondi a stento rattenuti in verde profumato tenue involucro d’alcol netto e pulito.
sauvignon 2009 di alois lageder, la cui cura è riassunta anche dalla raffinata ricerca etichettonica (non stupire, amico che leggi, e non cercare il termine: è nuovo di zecca).
più che ispirazioni, corti circùiti: perché mai mi debba venire in mente il taràssaco o dente di leone proprio non so.
immagine di aldoaldoz pubblicata su flickr con licenza creative commons
ma in questo momento di strenua aficiòn pei vini dei colli bolognesi, il sauvignon superiore 2008 (13%) di gaggioli, sobriamente cortese e fermamente fiorito, meno di € 6 nella gdo, mi ricorda prati verdi e piscialletti, ça va sans dire, gialli.