immagina un vino – bianco – di irrefutabile franchezza e, al medesimo tempo, di mai bastevole severità, temprato dagli anni e dal legno: opulento, maestoso, ricco di note minerali, di profondità vertiginose mai domo, finis sæculorum.
mi senti troppo laudator temporis acti? già lo bevvi nell’ineffabile evento di verona 2009 – “dodici bianchi immortali” – e lì strabiliai: quasi due anni dopo quest’eccelso fiano di avellino in purezza more maiorum 2000 di mastroberardino mantiene intonsi quegl’imperiosi caratteri con cui mi s’impose (e l’incredibile prezzo!)

