giu
1
2010
hi brotha!
da arcangelo dandini, con amici.
fai tu, per favore: suona quello che preferisci, per noi sarà comunque una serata importante.
la pappina col pomodoro.
lo champagne di sadi malot.
fiumè (animelle titillanti con aringhe af-fium-icate e buondì motta che fa le veci [firma del genitore o di chi...] del pan brioche.
trittico mistico: frittata con le ramolacce [il viaggio d'inverno a rocca priora], panunto con la stringata di maiale nero, insalata primo sale di pecora con pere e acciughe.
il trebbiano d’abruzzo 2008 di vigne di capestrano.
l’apologetico supplì e la crema fritta.
i rigatoni alla matriciana, incantatori del guanciale.
il rosso dell’abazia (attento proto, son veneti!) 2001 di serafini & vidotto.
la trippa (una cascata di note lunga un giorno).
il cioccolato bianco liquido (gurgite vasto) con zenzero candito, capperi ed olio di giulio campello (rari nantes).
hi brotha! [play it again].
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mag
24
2010
perché per un attimo mi sono sentito un re, assaporando questo giovane & speziato & morbido & suadente lagrein 2009 gurnzan di k. martini & sohn.

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mag
13
2010
l’anno scorso, a verona, alla degustazione “dodici bianchi immortali”, mi accade vieppiù di ricercare bianchi (anche spumanti) come dire, âgées.
al riguardo ben piazzato è il brut cabochon 2004 di monterossa: dalla franciacorta con sagace persistente intrigante saporosità; e più non dimandar.

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mag
4
2010
a volerci credere, nasceva come pranzo di lavoro.
a rubiera, non nelle sale ma sul terrazzo dell’antico forte aggredito da un sole quasi primestivale, il genius loci dell’osteria del viandante si palesa senza necessità di invocazioni.
due polpettine per cominciare: si dìsfano in bocca butirrosamente.

dalla carta c’aveva subito attratto la passatina di patate e porri, inseminata di pancettina croccante.

come transitare verso il piatto forte: senza passare dal via, ma con prosciutto e tosone fritto e giardiniera soave; ti prego, amico mio, di comparare le pantoniche nuances del prosciutto e del rosé.



ed ecco, in pluriammonita piccola porzione (questa è la dose per due) la ciccia: mirabolante taglio di spalla di fassona.

e la pietra ardente, nevicata di salina, per la cottura a piacere

questa è la rara cottura

(la misticanza revisionale non fu ripresa, ma c’era, e buona.)
a tutto pasto l’alsaziano rosé brut da pinot noir 100% di emile kugler, come la benemerita.

fragole e uva e cincinino di crema conchiusero l’incontro.

col lieve moscato d’asti la caliera di borgo maragliano.

parole non ci appulcro, amico mio: e per questo quasi non spiccicai verbo, incantato dalle coccole di dolores, roberto e mauro.
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apr
29
2010
più che ispirazioni, corti circùiti: perché mai mi debba venire in mente il taràssaco o dente di leone proprio non so.

immagine di aldoaldoz pubblicata su flickr con licenza creative commons
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