per la cena di san silvestro

dovrò portare… facile,  il vino!

ma la cosa è resa impegnativa dal fatto che, per una specie di scommessa, non conosco – praticamente – il menù.

debbo quindi coprire le possibile evenienze e perciò ho fatto una scelta internamente coerente, tutta altoatesina :

chardonnay

gewürztraminer

pinot nero/blauburgunder

rosenmuskateller

sekt

è spontaneo e perfin banale concludere: prosit!

buon 2010.

clipeo, chi era costui?

da un cantinal recesso trassi fuori una bottiglia, all’aspetto reticente: priva della retroetichetta, non riportava le indicazioni del produttore.

un regalo, certo, e neppure recente: forse l’equivalente vinario d’una prova di stampa.

aperta e arieggiata che fu, gradevole si dimostrò, anche se – forse – non del tutto avvantaggiata dal tempo trascorso.

guglato che ne ebbi il nome, a parte l’antico scudo greco dell’etichetta e, più tardi, i dipinti e le immagini da/in tal forma racchiuse,  nessun risultato enoico ne sortì.

un tentativo abortito? chissà: clipeo 2003 è un negroamaro di 13,5%; e il resto è ignoto.

le cose più semplici

sono le migliori?

roma, flaminia vecchia, trattoria la norma: gli altri commensali si strafogano di pesce; io scelgo alive cunzate (con sedano e arance), pasta a la norma, sarde a beccafico, cassata; uno splendore minimale, insomma.

ho avuto l’incombenza di scegliere il vino e, considerando i prezzi esposti, ho scelto un leone 2008 di tasca d’almerita (cataratto con poco chardonnay) assolutamente fichissimo, esitato a 20 € sulla carta e assai gradito dai presenti.

chissà come sarebbe

un natale in treno?

dopo avere consultato il prezioso sito delle ferrovie tedesche immagino di partire dalla stazione più vicina a casa – casalecchio garibaldi – raggiungibile in qualche minuto a piedi,

col regionale 11620 proveniente da porretta terme che, dopo avere percorso la valle del reno, passerà di qua alle 22:17 del 24 dicembre.

chissà chi troverò a bordo del treno la sera della vigilia di natale, quando la più parte della ‘ggente sarà a cena o si starà già recando in chiesa per essere certa di trovare un posto sulle panche?

magari nessuno, forse saremo solo io e il macchinista; certo non avrò tanto tempo per speculare sull’identità dei compagni di viaggio, perché in un quarto d’ora sbarcherò a bologna centrale.

con la grande sacca da viaggio preparata con cura mi trascinerò fino al binario aspettando l’euronight 234, dal curioso nome di allegro;

siccome il sonno è cosa troppo intima per dividerlo con altri, avrò preso la cabina singola, alla quale il gallonato conduttore ciwl mi accompagnerà con le raccomandazioni di rito sul chiudere il chiavistello.

nella mezz’ora fra arrivo e ripartenza forse riusciremo, noi passeggeri del vagone letto, a conoscerci un po’, e ci confideremo perché siamo in viaggio la notte di natale.

eluderò garbatamente le domande e spiegherò solo che vado lontano, molto lontano.

se saranno simpatici dividerò la bottiglia di vino che avrò portato meco, l’irriflessivo blanc de blanc extra brut di puiatti

che altrimenti berrò nella solitudine quasitombale del compartimento singolo, mentre il treno taglia la pianura verso il po; la mezzanotte scoccherà fra ferrara e padova.

il sonno forse non verrà facilmente, e allora guarderò dal finestrino sfilare i paesini, nel buio romanticamente – e inutilmente – cercando di discernere il profilo di una chiesa.

photolupi(immagine di photolupi pubblicata su flickr con licenza creative commons)

forse continua…


l’altra sera

sono stato ad un ristorante di cucina biologica (naturasì), qualsiasi cosa voglia significare l’aggettivo. a proposito, qual è il contrario di biologico?

ho mangiato un risotto rosso con spezie e barbabietole (9 €), interessante e di ottima consistenza, ciò che col riso non sempre avviene, anche in ristoranti di buon livello.
main dish: pollo in crosta di noci dell’amazzonia (13 €) sapido, gradevole e leggero.
i dolci non mi sfrucugliavano e mi sono limitato al caffè, scarso come nella grande maggioranza dei ristoranti, anche di buon livello.

ho bevuto* un discreto chardonnay 2008 della cantina pizzolato di villorba, nel conto a 20 € a fronte dei 12 del negozio.

ho molto gradito, particolarmente la leggerezza: certamente riproverò.

* io  ho bevuto meno di mezza bottiglia – alcol 12% – l’altro commensale si è limitato all’acqua. ho fatto ritappare la bottiglia e l’ho portata a casa, ovviamente.