boletus edulis time e altre cazzate

incombe, seppur travisato dai mezzodì soleggiati e caldi, l’autunno; andiamo, è tempo di porcini.
gli amici che sanno, e per funghi vanno in appennino, rientrano onusti di splendidi boleti.
sono dall’amico franco rossi nella bella sala, calda di boiseries e tele lapislazzulo, che già incantò il romanziere grisham.

they turned onto a small street, via goito, and luigi pointed just ahead. “here,” luigi said, and they stopped at the door to franco rossi’s. “i’ve never been here, but i hear it’s very good.”

franco himself greeted them with a smile and open arms. he wore a stylish dark suit that contrasted nicely with his thick gray hair. he took their coats and chatted with luigi as if they were old friends. luigi was dropping names and franco was approving of them. a table near the front window was selected. “our best one,” franco said with a gush. marco looked around and didn’t see a bad table.

degusto porcini soavemente grigliati e bevo per accompagnare il penetrante seppur lieve aroma del fungo, in sinergica unione, il dolcetto di dogliani i filari 2000 di einaudi.


che dire? sovente ravvisato parente povero, schiacciato dall’imperante nebbiolitudine dei superpiedmont, raramente tradisce l’adeguato impegno: dolcetto, nei secoli fedele.

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