bologna, e ‘ suoi monti

i miei monti, ormai quasi più d’estate che d’inverno, son quelli di bologna: il corno, cioè.
e vidiciatico.


però ci sarebbe anche lizzano: che è poi la storia della rivalità fra magoni e magalini, del sindaco che con un coup de main più facchinale che altro voleva traslocare la sede a vidiciatico e non vi riuscì sol perché le massaie, come le oche del campidoglio, diedero l’allarme.
viciadgo vince col clima: d’estate più fresco e d’inverno più nevoso, ché nelle annate avare fa differenza uscir di casa e pesticciare l’acqua sporca oppure calcare la neve scricchiolina; per natale, in vacanza, i bimbi possono fare il pupazzo di neve, ma chi fece mai l’omino di pioggia?

lizàn vince a tavola: ségnati questi due nomi, tibidìagritur; l’uno sulla via principale, l’altra più eccentrica ma su splendido terrazzo; ristorante il primo, la seconda invece coop dedita alle risorse locali, produce e vende confetture, mieli, liquori e altro, organizza attività agrituristiche, gestisce rifugi e, soprattutto, il ristorante.
agritur è prima nel mio cuore per la sensibilità dei suoi inventori e gestori.

il menù, che muta ogni settimana, è fisso con porzioni giustabbondanti, del tipo:
crostini rustici/zuppa di pane e farro/tortelloni ai broccoli/pasta del pastore/scaloppine ai funghi con polenta/macedonia ai frutti di bosco o dolcetti montanari o castagne sciroppate con panna/liquori, grappe, caffè/ (pane dal proprio forno a legna)
venti eurini bevande escluse.
un sangiovese di romagna rose nere 2004 la palazza di drei donà ti aiuterà bene nella tenzone.

tibidì è sicuramente più fighetto; tant’anni fa, quando la diccì s’era appena decomposta, al tavolo affianco ebbi modo di udire nandi casini (che tiene avi a lizàn) enunciare il programma del neonato ccd degustando i maccheroni al torchio.

oggi tien banco il salmerino del corno alle scale, anagrafato dalla benemerita slow food; parente del salmerino alpino, è allevato in acqua di purissima sorgente in località fontane di lizzano; al cartoccio accompàgnalo con l’amatissimo vulcaia fumé 2003 di inama per un’esperienza sensoriale di tutto rispetto.

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