ut re mi…

già ebbi a dire che, stoltamente, avevo troppo rinviato l’abbraccio con l’albana; tant’è che ora sento di dover, a ogni piè sospinto, procedere alla riparazione.
poderi morini è il faentino produttore che, senza alcun dubbio coraggiosamente, ha deciso di praticar la via della barricca sì da ricavar sette note; questo caldo e vellutato di 14,5 gradi mi stupisce ognora e piacevolmente m’abbandono (fresco, mi raccomando) all’emozionante naso di ritorno.

parva, sed apta mihi

a pranzo nella muralesca dozza imolese in locale per me nuovo, con pretese – in larga parte però mantenute – affronto la carta optando per risotto con porri e pere (frammisto con venere, inopinatamente e giustamente proposto nella tazza da consommé).

vien porto il libro dei vini: scelte corrette del territorio con ricarichi onestissimi, mi lascio tentare dalla tenzone per troppo tempo rinviata.
quando sento la parola albana tiro fuori la pistola, avrei detto – sciocco! – anni fa, e inconscio omettevo la prova del nove, ora non più postergabile.

è deciso: albana (secco, ça va sans dire) codronchio della fattoria monticino rosso; dorato, caldo, sentori di boudoir – è la vendemmia tardiva – chiude bene e a lungo in òre; come la bionda vergottinizzata della mia adolescenza chiedo tre volte perdono.

albanapassito400

produzione da giardino, meno di cinquemila bottiglie; attento! la temperatura è critica per consentire il pieno sverzuramento olfattivo.