già ve lo dissi

del mio feeling per il carmignano.

s’io non falla, trattasi della docg più piccola d’italia, ché già il granduca cosimo eccetera eccetera…

dal gusto naturalmente (oh, bella!) internazionale, c’est a dire sangiovetalmente arrotondato, non però sì tanto è ruffiano; anche per via dell’accessibilissimo prezzo, l’ho goduto nell’annata 2007 dell’azienda castelvecchio.

vin rubo?

recitano i testi che il vin ruspo nasce dalla svinatura del mosto di carmignano e, storicamente, dall’abitudine – nel tempo consolidata – dei mezzadri d’una volta di “ruspare” (grattare) una o due damigiane dagli ultimi tini.

il colore è rosa, perché la permanenza sulle bucce è breve: il vin ruspo (o carmignano rosato) è però un rosso a tutti gli effetti perché proveniente da sole uve rosse; si beve giovane, com’io feci con questo di castelvecchio, con grande soddisfazione.

come promesso, rimembro #1

il primo fu il carmignano 2006 della fattoria di artimino.

codesto aristocratico e antico vino e cosimo terzo de’ medici e quella specie di doc ante litteram e i calcarei marnosi e gli scisti argillosi e bla bla bla; figherrimo al naso e in bocca, dee la sua rinnovata bontade ai vitigni bordolesi e alla botte: evviva!

averlo ritrovato negli scaffali della gdo a poco più d’otto euri m’invoglia a festeggiare con frizzi e lazzi.

i remember

ho ancora in mente l’estate

epperò nei primi freddi dell’autunno mi sovviene che (millant’anni sono passati) in occasione di un evento gastro-baskettaro nel freddo inverno (e così ho fatto fuori tre stagioni) bolognese, partecipando all’amichevole tenzone per il miglior rosso sotto i 10 euri, selezionai:

carmignano della fattoria di artimino

rubrato dei feudi di san gregorio

segreta rosso di planeta

e per rinnovare l’emozione oggi li ho ricomprati.