visioni reggiane #3

teste quadre, son detti.

sarà per l’opera del tassoni, oppure no; però per fare anche ‘sti altri spumanti, orom da malvasia di candia e arita da lambrusco maestri vinificato in bianco ci vuole una bella determinazione, che altri chiamerebbero ostinazione.

colpisce nel primo la vena acidula, che tempera l’aromaticità del vitigno e lo modella; quasi l’equivalente di un traminer con le bolle.

il lambrusco bianco è vestito a festa, ma sotto s’indovina il burino che t’intriga, se capite cosa voglio dire.

visioni reggiane #2

rinaldini bis:

vecchio moro: un lambrusco old fashioned (maestri, ancellotta, marani) bello scuro come da  tradizione, quasi burroso;

 

osé: un rosé da lambrusco marani e salamino non è certo come il brut de noir di cleto chiarli (che è un grasparossa da bere a secchi) ma dietro il rosa c’è il rosso, non so se mi spiego (anche se le sfumature sono meno di cinquanta).

 

visioni reggiane #1

passo da s. ilario d’enza – uscita a1 terre di canossa – ed in frazione calerno scorgo un cartello: azienda agricola rinaldini – spumanti.
questo plurale mi colpisce e al ritorno mi fermo.
scopro questi visionari che fra vini frizzanti e spumanti ne producono un tot e ne piglio una douzaine (prezzo medio circa  € 6).
oggi parliamo di:
lambrusco pjcol ross, da un vecchio cultivar della val d’enza “peduncolo rosso”, bello colorato, sapido, schiuma cremosa: non avrà la levità di un sorbara ma ha un suo perché.

rinaldo brut millesimato 2009 da chardonnay e pinot grigio, deciso in bocca e preciso al naso, un metodo classico che non t’aspetti di trovare nella piana reggiana, anche se uptodate-ata dai ponti di calatrava.