comfort food (mapparlacomemagni!)

l’altra sera da arcangelo dandini il privilegio di scegliere senza  preoccuparmi d’altro o d’altri.

sono al bancone e la pappa col pomodoro d’accoglienza è pronta: stefania mi versa un calice di tre armi 2012 della laziale az. le rose.

fratel fabrizio porta supplì, crocchetta di patate affumicata, croccante di mandorla con alici; comincio a riappacificarmi mentre il tre armi mi pervade con la speziatura della malvasia puntinata e la freschezza del verdicchio.

arcangelo – sornione – scoperchia lo spaghettone all’a-matriciana; un calice di cascinotto 2010 di claudio alario, nebbiolo d’alba di pregiati lombi, accompagna il guanciale a pezzettoni, che si disfa in bocca con inusitata eleganza.

sarebbe un peccato smettere:  e mentre ricordo che di claudio alario tant’anni fa bevvi una fatata barbera d’alba mangiando bue grasso di carrù,  mi lascio tentare dalle polpette di lesso – “allesso” in carta.

comfort food a tutt’andare: come rinunciare alla zuppetta di cioccolato bianco con capperi e zenzero – rari nantes – e olio di giulio campello?

domani è un altro giorno: stasera va bene così; e grazie a voi, dandinis.

 

 

la primavera alchemica?

boh, già pensare barone pizzini associato a verdicchio di jesi mi faceva una certa impressione, stupore non disgiunto da perplessità: la strada dalla franciacorta alle marche è concettualmente lunga lunga.

questo pievalta 2009 è un verdicchio  assolutamente nature che fa otto mesi in acciaio e si beve liscio liscio, quindi chi avesse in mente un villa bucci si accomodi all’uscita e tante grazie.

diciamo che è uno sfizio, biodinamico, con vulcanelli, energia cosmica e compagnia cantante: e quello sgorbietto sull’etichetta non è un tag prodotto da un writer continente, ma il “simbolo alchemico della primavera”; ariboh.

l’incantamento

mi travolse: il tortino di ricotta e funghi secchi con topinambur, melagrana e pistacchi sortiva dal nitore del piatto pomona border per pervadere il papillame tutto.

al climax sinestesico  contribuì il verdicchio classico riserva 2007 gli eremi, da uve surmature e adeguato tonneggiamento, salus infirmorum.